venerdì 16 agosto 2013

Cornici Concentriche: indovina l'autore

Non so voi, ma io vado matta per le Cornici Concentriche della Settimana Enigmistica. Però in ogni numero ce n'è una sola (qualche rara volta due), così ho cominciato a comporle da me ^___^ Questo è il mio primo esperimento e... si vede, dai, è abbastanza facilotto. Spero che quelli della Settimana non si arrabbino, anzi... non è che per caso vi serve un nuovo autore di cruciverba? Posso far meglio di così, se m'impegno, sapete? ^___^
A ogni modo, eccola qui. Potete stampare lo schema (ma basta anche riportarlo su un foglio a quadretti) e divertirvi a risolverlo. Giochino in più: nelle caselle colorate, sistemandole in ordine cromatico dalla più chiara alla più scura (escludendo quelle bianche e quelle grigie, simpaticoni!), risulterà uno degli autori di prossima pubblicazione: le caselle a base gialla formeranno il nome e quelle a base azzurra il cognome. E se proprio non riuscite a risolvere il gioco... qui trovate la soluzione. Buon divertimento!
PS= Piccolo trucco per risolvere le Cornici: partite dalle orizzontali, scrivendo solo quelle di cui siete sicuri, specialmente all'inizio e alla fine di una riga, e partite da lì per risolvere via via anche le cornici ;-)


ORIZZONTALI
1- Il pasto dei soldati; afferma in Germania; allacciano la camicia
2- La madre di Achille; il gigante Argo ne aveva cento; il Ford dei fumetti
3- Nasconde un'insidia; stimolare qualcuno a compiere un'azione; il padre dei vizi
4- Mostri favolosi a metà tra la capra e il cervo; nessun... inglese
5- Si dice di chiome folte e indomabili; lo subirono i primi cristiani
6- Freddo intenso; dolciastra, sdolcinata; fragoroso... come un disco di Rihanna
7- Un monte di Creta; il petrolio della company; visse d'arte, visse d'amore; la casa di Rossella O'Hara
8- Caffè parigino; polenta di grano saraceno
9- Gustoso crostaceo; è un gas nobile... e anche un cantante; eschimese
10- Proprio mai!; quota in cui viene frazionato un pagamento; non ieri e neppure domani
11- Capoluogo della Vallée; schiavo spartano; mezza mela; il top su cui si digita
12- Pagina su internet; dopo il bis; scissione di una sostanza per effetto dell'acqua
13- Medici in prima linea; casa automobilistica tedesca; il gattopardo africano; e così via...
14- La TV... mamma; essenze alla vaniglia; cantante israeliana con uno spiccato amore per la canzone napoletana
15- Gli abitanti del borgo; Claude padre dell'Impressionismo; mezzo nemico

CORNICI
1- Lo jedi con le orecchie a punta; in maniera insolita, non tradizionale; investitura a una carica; il mare che lambisce la... coast; colei che sente avvenimenti futuri; perla di vetro; una fetta di tonno; ornamento in pizzo applicato sul davanti di camicie o bluse; il piccolo Antonio
2- Nano Imprint Lithography; la regista Wertmüller; strada; ...de Janeiro; dea egizia della maternità; oscuri e difficili da comprendere come certi discorsi; vendono lenti e montature; detto di fenomeni che avvengono durante il giorno; un cugino di Paperino
3- Sbuffa... come una persona affaticata; un colpevole; Diego Bianchi, in arte... ; pesciolini lunghi e sottili; Lega Anti Vivisezione; la forza che mi rimane; la Gabor attrice
4- Il Natale francese; tramare; una cifra indeterminata; Milano-Torino; la famosa Yoko; i... parenti di Bambi; va insieme alla miseria in una commedia di Scarpetta
5- La fidanzata di Lupo Alberto; un brano lirico; è Grosso in Brasile; l'attore Neeson; delitto, azione illegale
6- Leone marino; le Isole Lipari; bieca, di dubbia onestà
7- Pugnale acuminato

martedì 13 agosto 2013

Tre racconti italiani

TITOLO: Tre racconti italiani
DI: E.T.A. Hoffmann

Ernst Theodor Wilhelm Hoffmann (1776 – 1822) (meglio noto come E.T.A. Hoffmann, perché lui sostituì il Wilhelm con un Amadeus in omaggio a Mozart) è uno scrittore, ma anche compositore, critico musicale, vignettista, redattore e avvocato tedesco. Faceva, insomma, tantissime cose. Ma è soprattutto come scrittore che lo conosciamo oggi. Per i melomani è noto soprattutto come protagonista di un'opera, del 1881, di Jaques Offenbach: i Racconti di Hoffmann, non a caso.
Al punto che molti di quelli che conoscono solo l'opera, pensano che sia un personaggio di fantasia.
Invece è esistito davvero, e di fantasia ne aveva da vendere (uno che scrive la propria autobiografia immaginando d'essere un gatto, per esempio, deve avere molta fantasia. E anche qualche rotella svitata, forse...).
Di fatto è stato un vero precursore proprio per quanto riguarda la letteratura fantasy, ed è assolutamente sconvolgente per me pensare che tra i tanti appassionati di libri fantasy di oggi, solo pochissimi sappiano chi fosse Hoffmann.
Certo, se per voi “fantasy” vuol dire solo “orchi, elfi, draghi, battaglie” e via discorrendo, allora vi dico subito di lasciar perdere: Hoffmann non fa per voi. Se invece siete lettori impavidi che non temono di affrontare qualcosa di un pelino più sofisticato e diverso dalle solite trame già percorse, se non temete di affrontare l'ignoto con qualcosa che potrebbe non prendere la piega del filone che v'aspettate (chissà, magari vien fuori perfino che vi piace) allora continuate a leggere.
Questi tre racconti, però, non ricadono (non del tutto) nel filone fantasy, bensì in quello avventuroso.
Eh, sì, vi ho fregato. Solo per ora, però, perché poi arriveranno anche altri suoi libri coi tanto sospirati racconti fantasy: anzi, vi dico subito che Hoffmann è uno dei miei scrittori preferiti, che adoro semplicemente i suoi racconti fantastici e che lo difenderò a spada tratta da ogni detrattore o da chiunque oserà dire che è uno scrittore superato e/o (a scelta) che nessuno lo conosce ...
I tre racconti di questa breve raccolta sono i seguenti:
1- Il violino di Cremona
2- Salvator Rosa
3- Marin Faliero
Come parlarvene senza guastarvi il finale? E soprattutto, come trasmettervi l'entusiasmo che ho io per questo tipo di racconti così, se vogliamo, démodé? "Certo", direte voi, "tu dici che libri così sono belli perché devi venderli. È naturale. L'oste ti dice che il suo vino è buono anche quando fa schifo!"
E invece no (ma per chi mi avete preso?). È il contrario: io questi libri li pubblico (e quindi sì, cerco anche di venderli) perché mi piacciono. Mi piacciono da decenni prima che mi venisse in mente di pubblicare qualcosa. Io pubblico solo libri che mi piace leggere, e non potrebbe essere altrimenti. Purtroppo ho un grave difetto: riesco a lavorare solo alle cose che mi piacciono. Il mio senso del dovere non è tanto forte da permettermi di lavorare a cose che non mi piacciono. Ecco perché probabilmente finirò col non pubblicare mai libri “di tendenza” (a meno che per puro caso la moda libresca non cada proprio sulle cose che piacciono a me), e perché non diventerò mai ricca come vorrebbe mia mamma. Perché malauguratamente ho dei gusti un po' eccentrici, in fatto di narrativa.
Ma torniamo ai nostri racconti, sennò qui facciamo notte.
Il primo racconto è quello che ha dato spunto all'episodio di Antonia dell'opera di Offenbach (chi conosce l'opera ha già capito). È un racconto che gira attorno all'amore e alla musica, e all'amore per la musica. Come spesso accade con Hoffmann, il protagonista/narratore si trova coinvolto suo malgrado in una storia misteriosa, probabilmente più grande di lui. C'è il consigliere Krespel, un uomo veramente bizzarro che costruisce violini e vive con Antonia, una fanciulla bellissima che, a detta di tutti, canta divinamente bene. Ma in che rapporti sono i due? E come mai, dopo un'unica, indimenticabile volta in cui il canto sublime di Antonia ha incantato tutto il paese, Krespel proibisce in tutti i modi alla ragazza di cantare, nonostante tutti cerchino di spingerla a farlo? Il narratore dovrà scoprire dolorosamente che la verità non è quella banale e scontata che immaginava lui, bensì una più profonda e tragica (andate qui se desiderate leggere qualche riflessione in più e non temete gli spoiler).
Gli altri due racconti sono un po' come cartoline. Il primo è ambientato a Roma nel Seicento e l'ultimo a Venezia nel Trecento. Rappresentano l'Italia (e gli italiani) come potrebbe immaginarsela un turista romantico. Non solo nel senso della corrente letteraria. Cosa si aspetta un turista di trovare a Venezia? Piazza San Marco, naturalmente. Che altro? Palazzo Ducale? Le gondole? Il carnevale? I gondolieri che cantano? Ecco, in Marin Faliero tutto questo c'è, direi che mancano solo i piccioni e i souvenir a forma di gondola.
Ma c'è anche dell'altro.
È la storia, molto romanzata, di Marin Faliero che, nominato Doge alla tenera età di ottant'anni, decide di sposare una dolcissima e bellissima diciannovenne. E se l'idea dell'uomo di potere anziano che si accompagna a una giovanissima bellezza vi fa venire in mente qualcosa, probabilmente è perché non si tratta di una novità dei nostri giorni. Ma se l'anziano Marin sposa la dolcissima Annunziata perché la sa dolce, remissiva e inesperta del dolce gioco dell'amore (così come gli ha garantito il bisnonno della fanciulla, nonché braccio destro del Doge), si sbaglia. Perché anche se giovanissima, Annunziata ha fatto già in tempo a innamorarsi, e di qualcuno che non è certo un coetaneo del suo bisnonno. E dall'altra parte c'è Antonio, un poverissimo (e bellissimo) scaricatore ed ex gondoliere che a causa di un trauma ha dimenticato del tutto la sua infanzia, che sicuramente era tutt'altro che povera e misera. Ma chi erano i suoi genitori? E come mai li ha perduti e si è ritrovato in quelle tristi condizioni? E qual è il legame fatale e carico di passione che lo unisce alla bella Annunziata? È quel che dovrà scoprire, aiutato da una strana mendicante che ha tutta l'aria di possedere poteri magici.
La “cartolina” da Roma, ovvero Salvator Rosa, viaggia invece sulle trame della farsa e della burla. Salvator Rosa è stato un grande pittore del Seicento, ma era anche musicista e attore, dalla vita avventurosa e spesso avvolta nel mistero. In questo racconto si trova a dover aiutare un suo amico e collega, Antonio (per una misteriosa coincidenza, i protagonisti di questi tre racconti hanno tutti lo stesso nome). Antonio è un pittore di talento che però, ahimè, è perdutamente innamorato di una fanciulla difficilissima da raggiungere. Non perché lei sia ritrosa o sprezzante, ma perché Pasquale Capuzzi, il suo anziano zio e tutore (la poverina è orfana) è innamorato di lei e ostacola la sua unione col pittore. Ci vorranno tutte le fantasiose astuzie di Salvator Rosa per ingannare, spesso in modo decisamente ridicolo e audace, quello sciocco, vecchio innamorato e aiutare la fuga d'amore dei due giovani. Tra burle, travestimenti e messe in scena, la realtà si fonderà con il teatro facendo precipitare il povero e vanesio signor Pasquale in un turbinio di rivelazioni dal quale gli sarà difficile districarsi.

Se ora siete un po' curiosi di leggere l'ebook (costa solo un euro, pensate un po'...) andate qui, per sapere dove e come acquistarlo. Il perché mi pare di averlo già detto ;-)


domenica 28 luglio 2013

Come nasce l'amore per un romanzo

Era una torrida estate di diversi anni fa. Miracolosamente mi trovavo con qualche settimana libera, ma non potevo ancora andare in vacanza. Mi serviva un buon libro da leggere, magari sorseggiando una bevanda fredda, e andai a frugare nella libreria di famiglia. Trovai un volumetto di pelle, abbastanza anonimo. Il titolo era breve e incisivo: “Lei” e basta. Cominciai a leggerlo, incuriosita e totalmente ignara di quale potesse esserne il contenuto. E a un tratto la casa, l'afa, tutto svanì, perché quel libro mi catapultò nel pieno di un'avventura straordinaria. C'era una storia d'amore, quello della bellissima (bellissima oltre ogni immaginazione) Ayesha -ovvero Lei- per i giovane Leo. Un amore forte, passionale, irresistibile e maledetto. C'era l'esplorazione. L'avventura. Il mistero dietro ogni angolo. E poi un personaggio femminile fortissimo (mi stupii scoprire che si trattava di un romanzo scritto in epoca vittoriana, quando le donne erano viste generalmente come dolci e remissive), una regina non solo bellissima, ma d'una cultura e d'una intelligenza che ancora adesso farebbero paura a molti. La storia, in breve, parla di un moderno (per l'epoca) professore universitario che per vie traverse si ritrova a dover accompagnare il suo pupillo, il giovane e bellissimo Leo, in una pericolosa spedizione nel cuore dell'Africa. Qui troveranno una misteriosa popolazione isolata dal mondo che abita in quelle che erano le catacombe di una civiltà ancor più antica di quella egiziana, e hanno come capo una regina il cui sapere è tale da poter sembrare magia, per i più ingenui. Ma questa regina, e questo popolo, nascondono una tragedia verificatasi millenni prima, i cui risvolti sono strettamente intrecciati alla storia della famiglia di Leo, e le cui conseguenza ricadranno su tutti i protagonisti. La commedia si mescola con la tragedia e l'avventura con l'introspezione. Insomma, quando richiusi il libro mi sembrava di essere appena tornata da un viaggio lungo e meraviglioso, e da allora ogni tanto mi piace rileggermelo, soprattutto in estate. Pare che sia uno dei libri più venduti di tutti i tempi. Questo non lo so per certo, ma so sicuramente che è uno dei miei preferiti di sempre. Tradurlo, poi (la traduzione di questa edizione è mia) è stato ancor più emozionante, perché mi ha permesso di notare mille dettagli che solo come lettrice non avevo mai considerato. E ha tempi perfetti, ci vuole un bel coraggio a definirlo noioso (come ha fatto qualcuno)! Più info sulla trama si trovano su questo blog: http://gattoeluna.blogspot.it/2010/11/un-amore-immortale.html
Qui c'è la pagina wikipedia col riassunto della trama (attenzione, contiene SPOILER!).

Nella foto: La Pudicizia Velata, scultura di Antonio Corradini, osservabile nella Cappella Sansevero di Napoli, alla quale s'è ispirata Giustina Porcelli per la copertina di quest'edizione.

martedì 2 luglio 2013

La Casa dei Sogni: due parole

Anna dei cartoni

Che dirvi di questo quinto libro della serie della nostra amata Anna dai Capelli Rossi? Ovvero, che dirvi senza spoilerare tutto? Be', posso cominciare con le mie impressioni.
Tradurre questo quinto volume è stato, lo ammetto, faticoso, ma anche bellissimo. E alla fine, giunta al quinto volume, me ne sento partecipe come se l'avessi scritto un po' anch'io. Anna  è diventata ormai un'amica, qualcuno a cui vorrei poter parlare di tanto in tanto.
Anna Shirley (ora Blythe) è un personaggio che cresce ed evolve col proseguire della sua storia, e mai come ora si allontana dalla protagonista dei cartoni. Dimenticatevi della povera orfanella pasticciona, non esiste più. Adesso c'è una giovane donna piena di speranza e di progetti.
La copertina originale della Casa dei Sogni
Eppure conserva ancora la sua freschezza e quella voglia di sognare che aveva anche da ragazzina, nonostante questo nuovo volume le riservi uno dei più grandi dolori della sua vita. Ma assieme ai dolori ci sono anche le gioie e le scoperte, e i personaggi nuovi da incontrare.
È soprattutto sui personaggi, infatti, che si concentra l'abilità narrativa di Lucy Maud Montgomery. Tutti i suoi libri sono pieni di ritratti affezionati e pungenti di gente che lei ha incontrato davvero. C'è quindi Miss Cornelia, che disprezza gli uomini come la più accanita femminista ante litteram. Salvo, poi, riservare una sorpresa che sconcerterà tutti i suoi amici. Poi c'è Capitan Jim, il guardiano del faro, lupo di mare ormai in pensione, che ha sempre la parola giusta da dire e sa raccontare avventure meravigliose. E c'è Leslie Moore, giovane donna incredibilmente bella eppure molto sfortunata. E c'è il bel Owen Ford, scrittore in cerca della giusta idea per il suo grande romanzo. E l'eccentrico Marshall Elliot, o la buffa Susan. E naturalmente c'è lo scenario, sempre splendido, dell'amatissima Isola del Principe Edward, con tutte le sue tavolozze di mari tempestosi, tramonti sfolgoranti, chiari di luna incantati e bufere di neve che punteggiano e sottolineano le emozioni di Anna.
E c'è la Casa dei Sogni, il primo nido d'amore di Anna e Gilbert, finalmente sposi. La piccola casa bianca con tutto il suo contenuto di storie, di affetti, di amicizie, di dolori immensi e di speranze altissime.
Ma tutto questo basta a farvi capire cosa troverete in questo libro?
Solo chi ama Anna e i libri della Montgomery può capire ;-)

Siete curiosi? Siete interessati? Allora cliccate qui!

PS: Chi si aspetta che questi libri siano sdolcinati, melensi e strappalacrime come, probabilmente, è il cartone... be', si sbaglia di grosso ;-)

lunedì 1 luglio 2013

Assaggi freschi: Anna dai Capelli Rossi

Una casetta bianca circondata dagli alberi, dal mare e dai sogni. Una giovane coppia di sposi, Anna e Gilbert, che si appresta a intraprendere una nuova vita. Una vicina curiosa e molto femminista e un vecchio lupo di mare che ha molte storie da raccontare. Una donna bellissima e infelice e un giovane scrittore alla ricerca della grande ispirazione. E poi scoperte e conferme, amore e meraviglie, gioie e dolori, morte e vita, disperazione e speranza, pianti e risate, nel quinto libro della serie di Anna dai Capelli Rossi: La casa dei sogni.
Curiosi di leggerlo?
Ancora pochi giorni di pazienza, ma intanto... eccovi gratis i primi quattro capitoli, per cominciare a gustarvi il libro in anteprima ;-)

Scarica l'anteprima in pdf
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domenica 3 marzo 2013

Autori: Beatrix Potter

Molto prima che il maghetto Harry venisse inventato, nel magico mondo dei libri per ragazzi c'era un'altra persona assai famosa che di cognome faceva Potter.
Non era una strega, ma faceva magie con colori e parole.
Beatrix Potter (28 luglio 1866-22 dicembre 1943) è una delle più note e amate autrici per giovanissimi di tutti i tempi.
Era anche una scienziata. Eh, già, una naturalista, per l'esattezza. Di famiglia benestante, come tante ragazze di epoca vittoriana, era stata incoraggiata ad approfondire gli studi. E lo studio della natura, soprattutto dell'entomologia e della micologia, era il suo preferito.
Sarà per questo che le sue illustrazioni sono così precise e dettagliate, pur essendo cariche di poesia?
Beatrix esordisce come illustratrice creando immagini per riviste scientifiche. Erano illustrazioni bellissime, che sorprendono ancora oggi per la loro accuratezza. Eppure all'epoca non vennero molto apprezzate, perché Beatrix era una donna e le donne non erano ammesse alle associazioni scientifiche. Insomma, per quanto fosse brava e preparata, sarebbe sempre stata considerata solamente una dilettante.
Oltre alla scienza (tutti i suoi rami esclusa l'astronomia, chissà perché?), però, Beatrix amava molto le fiabe, specialmente quelle tradizionali europee. Le sue prima illustrazioni di fiabe, infatti, sono dedicate a Cenerentola, La Bella Addormentata nel Bosco, Alì Babà e i Quaranta Ladroni, il Gatto con gli Stivali e così via.
In seguito però arrivarono anche le sue opere originali. Quel delizioso, straordinario mondo fatto di animaletti avventurosi e teneri. Primo, e più famoso di tutti, è senz'altro Peter Coniglio.
Il suo racconto che abbiamo pubblicato per primo, il Sarto di Gloucester, è una delicata fiaba natalizia in cui compaiono quei topini che lei rappresentava così bene. Venne pubblicato privatamente dall'autrice nel 1902, e poi dall'editore Frederick Warne & Co. nel 1903. Tra tutti i suoi libri, questo era il suo preferito. E... aveva ragione: è ispirato a una storia vera.
Clicca qui per trovarlo sul nostro sito.

giovedì 13 settembre 2012

Offerte speciali...

Il sito nuovo va festeggiato con una promozione, perciò...
solo fino a domenica prossima (16 settembre 2012) la raccolta di Anna dai Capelli Rossi (ovvero i primi tre romanzi della serie) saranno disponibili (in formato pdf oppure mobi) a soli 2 euro invece di 4.
Come si fa? basta andare qui!