Titolo: Il Principe Felice e altre fiabe
di: Oscar Wilde
Prezzo: 1 euro
Quando questo libro uscì, nel 1888, venne subito salutato come un ideale erede delle fiabe di Andersen. Ed è proprio da Andersen e dai Grimm che Wilde prende spunto per questa raccolta di storie per bambini, che però hanno risvolti di critica sociale rivolta soprattutto ai loro genitori. E così leggiamo la struggente fiaba del Principe Felice, la statua generosa che, con la sua amica Rondine, aiuta i poveri della città fino al sacrificio estremo. Ci commuoviamo per l'Usignolo, che per aiutare l'amore di un giovane studente compie un atto eroico. Incontriamo il Gigante Egoista, col suo splendido giardino perennemente invaso dall'Inverno. Scopriamo che l'amicizia non può essere un sentimento a senso unico, e ridiamo (ma anche riflettiamo) del Razzo Straordinario e della sua boria che, diciamolo, somiglia un po' alla nostra. Cinque fiabe che sono vere perle da sgranare una per volta.
Contenuti:
Il Principe Felice
In città è arrivato l'autunno e la piccola Rondine è rimasta indietro, persa com'era dietro i suoi sogni d'amore, mentre tutti i suoi compagni migravano a sud. Pronto per partire, l'uccellino s'imbatte nella splendida statua del Principe Felice. È una statua magnifica, tutta coperta d'oro e con vere gemme preziose come occhi e sull'elsa della spada, il vanto della città, eppure, guardandola dall'altro del suo piedistallo, non può far altro che piangere per le sue sventure. Con l'aiuto della Rondine il Principe decide quindi di spogliarsi delle sue ricchezze per donarle ai più poveri e infelici abitanti. Ma sta arrivando l'inverno, e ai cittadini più influenti la statua del Principe privata delle sue ricchezze non piace più...
L'Usignola e la Rosa
Uno studente è innamorato di una bella ragazza, ma lei gli dice che accetterà il suo invito solo se lui le porterà una rosa rossa. Lui non ha rose rosse e il ragazzo se ne dispera. Una piccola usignola ascolta il suo pianto di dolore e, commossa, decide di aiutarlo procurandogli l'agognata rosa rossa. Ma potrà farlo solo sacrificando se stessa. Ma siamo sicuri che ne valga la pena? E che chi riceve un dono tanto prezioso sia in grado di apprezzarlo?
Il Gigante Egoista
Il Gigante possiede uno splendido giardino, ma vuole tenerlo solo per sé e proibisce ai bambini di andarci. E a causa di questo egoismo le belle stagioni rifiutano di entrare nel giardino del Gigante, che diventa il regno dell'inverno. Ma i bambini trovano un varco nel muro che circonda in giardino e, tornando, portano con sé la primavera. E la vista di un bimbo in particolare fa comprendere al Gigante la stupidità del suo egoismo.
L'amico devoto
Che cos'è un amico devoto? Può l'amicizia essere a senso unico. Il ricco mugnaio dice di essere il migliore amico del povero giardiniere, e a parole gli è veramente amicissimo. Anche il giardiniere gli crede. Allora come mai solo uno è in dovere di mostrarsi gentile e disponibile?
Il Razzo Straordinario
In occasione delle fastose nozze di un Principe e di una Principessa, verrà dato un magnifico spettacolo di fuochi d'artificio. Razzi, mortaretti, girandole sono tutti emozionati per l'esibizione che li attende. Solo il Razzo Straordinario è così pieno di sé da credersi al centro dell'attenzione. Così vanitoso da pensare che il Principe e la Principessa si siano sposati in onore della sua apparizione, e non il contrario. Così borioso da credere di potersi bagnare di lacrime senza avere conseguenze. Così presuntuoso da non rendersi neppure conto della realtà che lo circonda. E quanti altri sono così?
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lunedì 9 dicembre 2013
lunedì 1 luglio 2013
Assaggi freschi: Anna dai Capelli Rossi
Una casetta bianca circondata dagli alberi, dal mare e dai sogni. Una giovane coppia di sposi, Anna e Gilbert, che si appresta a intraprendere una nuova vita. Una vicina curiosa e molto femminista e un vecchio lupo di mare che ha molte storie da raccontare. Una donna bellissima e infelice e un giovane scrittore alla ricerca della grande ispirazione. E poi scoperte e conferme, amore e meraviglie, gioie e dolori, morte e vita, disperazione e speranza, pianti e risate, nel quinto libro della serie di Anna dai Capelli Rossi: La casa dei sogni.
Curiosi di leggerlo?
Ancora pochi giorni di pazienza, ma intanto... eccovi gratis i primi quattro capitoli, per cominciare a gustarvi il libro in anteprima ;-)
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Curiosi di leggerlo?
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venerdì 7 settembre 2012
La classe non è acqua
La classe non è acqua e il fascino neppure. Perché confessiamolo, la prima cosa che abbiamo capito quando a scuola ci han fatto studiare Lord Byron (lo si accenna perfino in letteratura italiana, perché non è possibile parlare di Romanticismo senza menzionare Lord Byron) è che questo celebre e celebrato poeta era prima di tutto un gran figo. Non semplicemente bello, affascinante, carismatico, come potrete aver letto sul manuale di storia della letteratura. Era proprio un figo. Le donne gli morivano dietro, le fanciulle svenivano quando lui si presentava a un ricevimento o a un evento mondano, le ragazza si accapigliavano per ricevere almeno un suo sguardo sprezzante. Se fosse vissuto adesso sarebbe stato una popstar. Un sex symbol lo era sicuramente. Anzi, forse è il prototipo del sex symbol maschile.
Lord Byron è famoso per la sua vita dissoluta e libertina, sulla quale si sono sprecati fiumi d'inchiostro e di parole. Ha avuto problemi con la legge, ed è stato costretto all'esilio dalla natia Inghilterra, perché pare che sia riuscito a sedurre perfino la propria sorellastra.
Era alto. Atletico. E bello, bello, bello (nonostante fosse un po' zoppo al piede destro, cosa che per lui era fonte di dolore e tormento e che, mi ci scommetto le falangi, per le donne costituiva una nota di fascino in più). E ci teneva a esserlo. Bello, intendo. Era fissato con le diete, la forma fisica, lo sport, l'aspetto esteriore. Di notte dormiva coi bigodini di carta, in modo da avere riccioli sempre perfetti.
E sul suo conto giravano talmente tante maldicenze da renderlo assai poco raccomandabile, soprattutto per le giovinette di buona famiglia.
Motivo per cui le giovinette di buona famiglia non facevano che innamorarsi perdutamente di lui.
Era bello e maledetto, proprio il tipo per il quale noi soavi fanciulle tendiamo a perdere la testa.
L'eroe byroniano, ovvero il suo protagonista-tipo (ovvero lui stesso, secondo lui), è un uomo idealizzato, forte, bello, talentuoso, schivo, complicato, tormentato, anticonformista, appassionato e pieno di guai. Insomma, il prototipo dell'eroe da romanzo, o da filmone strappalacrime, che le ragazze di tutte le epoche sognano di incontrare. Per ricevere una bastonata nei denti, ovviamente, perché questo genere d'eroe di solito è così innamorato di se stesso da non poter assolutamente amare qualcun altro.
La seconda cosa che impariamo di George Gordon, sesto barone di Byron, è che è stato uno degli esponenti principali del Romanticismo. E con questo molte gentili fanciulle fraintendono, perché quando sentono che Byron era un romantico subito si figurano scenari sentimentali con soli, cuori e amori. Cose tipo passeggiate sulla spiaggia. Il sole che tramonta. Lui e lei che si tengono per mano e si guardano nelle palle degli occhi. Lui che le confessa eterno amore e il desiderio di sposarla e avere con lei una decina di figli, nonostante il destino avverso sia crudele eccetera. Ecco, scordatevelo. Byron era un romantico proprio e soltanto nel senso della corrente artistica: l'universo visto come un tutto organico, la ricerca del bello, del sublime, della potenza della natura e della forza creativa e così via. E un mucchio di artisti dediti al consumo smodato di oppiacei, ma questa è un'altra storia.
Insomma, se vi avesse portato sulla spiaggia al tramonto, nella migliore delle ipotesi avrebbe ammirato solo la propria immagine riflessa nelle acque. Nella peggiore... fate voi.
Una cosa che sui manuali di letteratura non sempre è riportato, è che Byron era vegetariano e animalista, quindi alla fine tanto male non poteva essere. Secondo un'antica leggenda, anzi, il fantasma del suo cane favorito è ancora in attesa del ritorno del padrone all'ingresso dell'avita tenuta, tanto la povera bestia amava quell'uomo.
Byron morì nel 1824 all'età di trentasei anni, di malaria, mentre combatteva per la liberazione della Grecia, ragion per cui lì è considerato un eroe nazionale.
Ma ora basta parlare di Byron, altrimenti non vorrete più leggere la sua biografia (di prossima pubblicazione) e affrontiamo finalmente il Sardanapalo (con l'accento sull'ultima a).
Che è sì un suo lavoro minore, ma riflette parecchio della personalità dell'autore, il quale aveva una personalità tanto forte da farla emergere non solo nelle proprie opere ma anche in quelle degli amici (vedi Il Vampiro di John William Polidori, edito sempre da noi).
Se lo cercate sul dizionario, vedete che Sardanapalo è sinonimo di persona dissoluta, dedita al lusso e ai piaceri. Un po' come il nostro Byron, insomma.
Si trattava in realtà del re assiro Assurbanipal, vissuto nel VII° secolo AC, e la sua fama di dissoluto è fondamentalmente un mito. Il vero Assurbanipal fu un re abbastanza pacifico e colto (sapeva leggere e scrivere, cosa che per i re dell'epoca rasentava il miracolo), protettore delle arti e della cultura: per dirne una, fu lui a fondare quella che possiamo considerare la prima antenata di una moderna biblioteca. Secondo il mito, invece, Sardanapalo amava vestirsi da donna, accoppiarsi con chiunque e trascorrere tutto il suo tempo tra orge, libagioni e gozzoviglie varie finché un satrapo (vale a dire un governatore) di nome Arbace non gli chiese udienza, e lo trovò impegnato in pratiche così immorali e peccaminose da decidere di dichiarargli guerra e spodestarlo. Sempre secondo il mito, pur di non cedere al nemico Sardanapalo sarebbe saltato volontariamente sul rogo assieme alla sua concubina favorita, la schiava Mirra.
Byron ha affrontato il tema a modo suo. Ha voluto trasformare il dissoluto in un eroe positivo. Un eroe che ispiri simpatia e rispetto. Anche per questo ha usato un linguaggio volutamente semplice, quasi quotidiano.
Il suo Sardanapalo è un uomo pacifico. È un re, ma non ha manie di grandezza. Detesta la violenza. Non sopporta le guerre. Non vuole conquistare con la forza ma coi sentimenti. Non vuole essere temuto o venerato, ma solo amato. Non vuole essere un dio o un eroe, ma soltanto un uomo. Non teme la morte, la considera una parte naturale della vita, ma non per questo vuole infliggerla agli altri. Gli piace divertirsi, fare baldoria, stare con gli amici. Desidera un regno di pace, non di guerra e di terrore. E queste sue qualità, che oggi sarebbero considerate positive, non sono viste di buon occhio dai contemporanei. In un'epoca in cui il guerriero conquistatore è esaltato come massimo esempio di virilità, come si può mai ammirare un pacifista? E perciò ecco il cognato Salemene che gli rimprovera la sua scarsa (o nulla) propensione alle guerre di conquista, ecco il generale Arbace e il sacerdote Belesi complottare per detronizzarlo, ed ecco perfino la concubina Mirra che, pur amandolo, lo disprezza, perché lui non è il “macho che non deve chiedere mai” (termine mio, ma il concetto è quello) che vorrebbe lei. Tutti ritengono che il suo buon carattere sia sinonimo di mollezza ed effeminatezza (intesa come debolezza, incapacità di reagire e ragionare)... e tutti si sbagliano, naturalmente, perché Sardanapalo è pacifico sì, ma non per questo anche debole e pavido. La tragedia si dipana nell'arco di una notte, come da regole aristoteliche, rivelando un Sardanapalo (suo malgrado) molto più eroico di quanto nemici e amici si aspettassero. E forse molto più umano di quanto Byron stesso avesse pensato.
Se volete acquistare Sardanapalo, lo trovate (a solo 1 euro!!!) a questi link. Si tratta di una traduzione del 1880, circa, raccolta da un fragile libretto trovato per caso e che secondo me ha ancora tanto da dire.
https://www.amazon.it/dp/B0096RH6BY
http://www.ultimabooks.it/sardanapalo
http://www.bol.it/ebook-italiani/Sardanapalo/lord-byron/ea978889610436/
http://www.net-ebook.it/ebooks/40039/Sardanapalo.aspx
http://www.cubolibri.it/home.php/ebook-sardanapalo-lord-byron-il-gatto-e-la-luna-9788896104361.html
http://www.ilgattoelaluna.it/schedelibri/sardanapalo.html
Lord Byron è famoso per la sua vita dissoluta e libertina, sulla quale si sono sprecati fiumi d'inchiostro e di parole. Ha avuto problemi con la legge, ed è stato costretto all'esilio dalla natia Inghilterra, perché pare che sia riuscito a sedurre perfino la propria sorellastra.
Era alto. Atletico. E bello, bello, bello (nonostante fosse un po' zoppo al piede destro, cosa che per lui era fonte di dolore e tormento e che, mi ci scommetto le falangi, per le donne costituiva una nota di fascino in più). E ci teneva a esserlo. Bello, intendo. Era fissato con le diete, la forma fisica, lo sport, l'aspetto esteriore. Di notte dormiva coi bigodini di carta, in modo da avere riccioli sempre perfetti.
E sul suo conto giravano talmente tante maldicenze da renderlo assai poco raccomandabile, soprattutto per le giovinette di buona famiglia.
Motivo per cui le giovinette di buona famiglia non facevano che innamorarsi perdutamente di lui.
Era bello e maledetto, proprio il tipo per il quale noi soavi fanciulle tendiamo a perdere la testa.
L'eroe byroniano, ovvero il suo protagonista-tipo (ovvero lui stesso, secondo lui), è un uomo idealizzato, forte, bello, talentuoso, schivo, complicato, tormentato, anticonformista, appassionato e pieno di guai. Insomma, il prototipo dell'eroe da romanzo, o da filmone strappalacrime, che le ragazze di tutte le epoche sognano di incontrare. Per ricevere una bastonata nei denti, ovviamente, perché questo genere d'eroe di solito è così innamorato di se stesso da non poter assolutamente amare qualcun altro.
La seconda cosa che impariamo di George Gordon, sesto barone di Byron, è che è stato uno degli esponenti principali del Romanticismo. E con questo molte gentili fanciulle fraintendono, perché quando sentono che Byron era un romantico subito si figurano scenari sentimentali con soli, cuori e amori. Cose tipo passeggiate sulla spiaggia. Il sole che tramonta. Lui e lei che si tengono per mano e si guardano nelle palle degli occhi. Lui che le confessa eterno amore e il desiderio di sposarla e avere con lei una decina di figli, nonostante il destino avverso sia crudele eccetera. Ecco, scordatevelo. Byron era un romantico proprio e soltanto nel senso della corrente artistica: l'universo visto come un tutto organico, la ricerca del bello, del sublime, della potenza della natura e della forza creativa e così via. E un mucchio di artisti dediti al consumo smodato di oppiacei, ma questa è un'altra storia.
Insomma, se vi avesse portato sulla spiaggia al tramonto, nella migliore delle ipotesi avrebbe ammirato solo la propria immagine riflessa nelle acque. Nella peggiore... fate voi.
Una cosa che sui manuali di letteratura non sempre è riportato, è che Byron era vegetariano e animalista, quindi alla fine tanto male non poteva essere. Secondo un'antica leggenda, anzi, il fantasma del suo cane favorito è ancora in attesa del ritorno del padrone all'ingresso dell'avita tenuta, tanto la povera bestia amava quell'uomo.
Byron morì nel 1824 all'età di trentasei anni, di malaria, mentre combatteva per la liberazione della Grecia, ragion per cui lì è considerato un eroe nazionale.
Ma ora basta parlare di Byron, altrimenti non vorrete più leggere la sua biografia (di prossima pubblicazione) e affrontiamo finalmente il Sardanapalo (con l'accento sull'ultima a).
Che è sì un suo lavoro minore, ma riflette parecchio della personalità dell'autore, il quale aveva una personalità tanto forte da farla emergere non solo nelle proprie opere ma anche in quelle degli amici (vedi Il Vampiro di John William Polidori, edito sempre da noi).
Se lo cercate sul dizionario, vedete che Sardanapalo è sinonimo di persona dissoluta, dedita al lusso e ai piaceri. Un po' come il nostro Byron, insomma.
Si trattava in realtà del re assiro Assurbanipal, vissuto nel VII° secolo AC, e la sua fama di dissoluto è fondamentalmente un mito. Il vero Assurbanipal fu un re abbastanza pacifico e colto (sapeva leggere e scrivere, cosa che per i re dell'epoca rasentava il miracolo), protettore delle arti e della cultura: per dirne una, fu lui a fondare quella che possiamo considerare la prima antenata di una moderna biblioteca. Secondo il mito, invece, Sardanapalo amava vestirsi da donna, accoppiarsi con chiunque e trascorrere tutto il suo tempo tra orge, libagioni e gozzoviglie varie finché un satrapo (vale a dire un governatore) di nome Arbace non gli chiese udienza, e lo trovò impegnato in pratiche così immorali e peccaminose da decidere di dichiarargli guerra e spodestarlo. Sempre secondo il mito, pur di non cedere al nemico Sardanapalo sarebbe saltato volontariamente sul rogo assieme alla sua concubina favorita, la schiava Mirra.
Byron ha affrontato il tema a modo suo. Ha voluto trasformare il dissoluto in un eroe positivo. Un eroe che ispiri simpatia e rispetto. Anche per questo ha usato un linguaggio volutamente semplice, quasi quotidiano.
Il suo Sardanapalo è un uomo pacifico. È un re, ma non ha manie di grandezza. Detesta la violenza. Non sopporta le guerre. Non vuole conquistare con la forza ma coi sentimenti. Non vuole essere temuto o venerato, ma solo amato. Non vuole essere un dio o un eroe, ma soltanto un uomo. Non teme la morte, la considera una parte naturale della vita, ma non per questo vuole infliggerla agli altri. Gli piace divertirsi, fare baldoria, stare con gli amici. Desidera un regno di pace, non di guerra e di terrore. E queste sue qualità, che oggi sarebbero considerate positive, non sono viste di buon occhio dai contemporanei. In un'epoca in cui il guerriero conquistatore è esaltato come massimo esempio di virilità, come si può mai ammirare un pacifista? E perciò ecco il cognato Salemene che gli rimprovera la sua scarsa (o nulla) propensione alle guerre di conquista, ecco il generale Arbace e il sacerdote Belesi complottare per detronizzarlo, ed ecco perfino la concubina Mirra che, pur amandolo, lo disprezza, perché lui non è il “macho che non deve chiedere mai” (termine mio, ma il concetto è quello) che vorrebbe lei. Tutti ritengono che il suo buon carattere sia sinonimo di mollezza ed effeminatezza (intesa come debolezza, incapacità di reagire e ragionare)... e tutti si sbagliano, naturalmente, perché Sardanapalo è pacifico sì, ma non per questo anche debole e pavido. La tragedia si dipana nell'arco di una notte, come da regole aristoteliche, rivelando un Sardanapalo (suo malgrado) molto più eroico di quanto nemici e amici si aspettassero. E forse molto più umano di quanto Byron stesso avesse pensato.
Se volete acquistare Sardanapalo, lo trovate (a solo 1 euro!!!) a questi link. Si tratta di una traduzione del 1880, circa, raccolta da un fragile libretto trovato per caso e che secondo me ha ancora tanto da dire.
https://www.amazon.it/dp/B0096RH6BY
http://www.ultimabooks.it/sardanapalo
http://www.bol.it/ebook-italiani/Sardanapalo/lord-byron/ea978889610436/
http://www.net-ebook.it/ebooks/40039/Sardanapalo.aspx
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mercoledì 6 giugno 2012
A tutto jazz...
Titolo: Storie dell'età del jazz
Autore: Francis Scott Fitzgerald
Trovalo su Kindle cliccando qui!
Sommario
Le mie ultime maschiette
La Gelatina
Questa è una storia del sud, la scena è ambientata nella piccola Lily di Tarleton, Georgia. Io nutro un profondo affetto per Tarleton, ma in un modo o in un altro tutte le volte che che vi ambiento una storia ricevo da tutto il sud lettere che mi censurano senza mezzi termini. “La Gelatina”, pubblicata nel Metropolitan, si attirò in pieno queste lettere d'ammonimento.
Venne scritta in strane circostanze dopo la pubblicazione del mio primo romanzo, e inoltre fu la prima storia per la quale ebbi un collaboratore. Perché, scoprendo di essere incapace di gestire l'episodio del gioco d'azzardo, lo girai a mia moglie che, essendo una ragazza del sud, era presumibilmente un'esperta della tecnica e della terminologia di quel grande e particolare passatempo.
Il posteriore del cammello
Suppongo che tra tutte le storie che io abbia mai scritto questa sia quella che mi è costata meno fatica e che forse mi ha dato più divertimento. Per quanto riguarda la fatica impiegata, la scrissi nell'arco di una giornata a New Orleans, col preciso scopo di comprare un orologio da polso in platino e diamanti che costava seicento dollari. La cominciai alle sette del mattino e la terminai alle due di quella stessa notte. Venne pubblicata nel Saturday Evening Post nel 1920, e più tardi inclusa nella O. Henry Memorial Collection di quello stesso anno. Tra tutte le storie contenute in questo volume è quella che mi piace meno.
Il mio divertimento deriva deriva dal fatto che il cammello che fa parte della storia è letteralmente vero; infatti ho ancora in sospeso un impegno col gentiluomo coinvolto nella vicenda: dovrò andare al prossimo party in costume al quale verremo invitati entrambi vestito come la parte posteriore di un cammello. Questa è una sorta di espiazione per essere stato il suo biografo.
Primo Maggio
Questa storia per certi versi sgradevole, pubblicata come romanzo breve nello Smart Set del luglio 1920, narra di una serie di eventi che ebbero luogo nella primavera dell'anno precedente. Ciascuno dei tre avvenimenti mi colpì moltissimo. In realtà non hanno relazioni tra loro, a parte l'isteria generale di quella primavera che inaugurò l'Età del Jazz, ma nella mia storia ho cercato, temo senza successo, di intesserle attorno a un'unica trama... una trama che vuol rendere l'effetto di quei mesi a New York come apparvero ad almeno un membro di quella che all'epoca era la generazione giovane.
Porcellana e Rosa
“E lei scrive anche per altri giornali?”, domandò la giovane signora.
“Oh, sì”, l'assicurai, “Ho pubblicato qualche storia e qualche commedia su Smart Set, per esempio...”
La giovane signora rabbrividì.
“Lo Smart Set!”, esclamò, “Come ha potuto? Pubblicano solo roba su ragazze in vasche da bagno azzurre e sciocchezze simili.”
E io ebbi la grandissima gioia di dirle che stava parlando di “Porcellana e Rosa”, che era apparsa lì parecchi mesi prima.
Fantasie
Il diamante grande come il Ritz
Le storie seguenti sono state scritte in quello che, se io fossi un personaggio importante, potrebbe essere definito il mio “secondo stile”. Il diamante grande come il Ritz, che comparve l'estate scorsa su Smart Set, è stato progettato interamente per il mio diletto. Ero in quel ben noto stato d'animo caratterizzato da un'assoluta brama di piaceri, e la storia cominciò come un tentativo di sfamare quella brama con cibi immaginari.
Un critico ben noto s'è compiaciuto di gradire questa stravaganza più di qualunque altra cosa io abbia mai scritto. Personalmente, io preferisco “Il pirata offshore”. Ma, alterando lievemente Lincoln: “Se ti piace questo genere di cose allora, forse, è questo il genere di cose che piace a te.”
Lo strano caso di Benjamin Button
Questa storia fu ispirata da un pensiero di Mark Twain a proposito del fatto che è un peccato che la parte migliore della vita capiti all'inizio e la parte peggiore alla fine. Ma tentando l'esperimento su un singolo uomo in un mondo assolutamente normale, non ho reso alla sua idea piena giustizia. Diverse settimane dopo averla finita scoprii una trama quasi identica tra gli Appunti di Samuel Butler.
La storia venne pubblicata sul Collier la scorsa estate e provocò questa lettera sbalorditiva da parte di un anonimo ammiratore di Cincinnati:
“Signor...,
ho letto la storia di Benjamin Button sul Collier e vorrei dirle che come autore di racconti lei sarebbe un pazzo completo. In vita mia ho visto molti pezzi di formaggio, ma lei è il pezzo di formaggio più grosso. Detesto sprecare un articolo di cancelleria per lei, ma lo farò.”
Tarquin di Cheapside
Scritta sei anni fa, questa storia è il prodotto dei miei giorni da studente a Princeton. Notevolmente ritoccata, venne pubblicata su Smart Set nel 1921. Al momento in cui la concepii io avevo una sola idea in mente: diventare un poeta; e il fatto che fossi interessato al suono di ogni espressione e che temessi a morte le ovvietà, nella prosa se non nella trama, lo dimostra pienamente. Probabilmente l'affetto particolare che nutro per questa storia dipende più dalla sua età che da qualche merito intrinseco.
Oh, Strega Rossa!
Quando scrissi questo racconto avevo appena completato la prima bozza del mio secondo romanzo, e una reazione naturale mi spinse a gozzovigliare con una storia in cui nessuno dei personaggi dev'essere preso sul serio. Temo che in un certo senso mi sia lasciato trascinare dalla sensazione che non ci fossero schemi ordinati ai quali dovermi adeguare. Dopo doverose considerazioni, però, ho deciso di lasciarla così com'era, anche se il lettore potrà trovarsi un po' spiazzato davanti all'elemento temporale. Forse farei meglio a dire che comunque gli anni abbiano potuto trattare Merlin Grainger, io pensavo sempre al presente. Venne pubblicata nel Metropolitan.
Capolavori non classificati
I fondi della felicità
Di questa storia posso dire che mi venne in mente in una forma irresistibile, mi supplicava di farsi scrivere. Forse la si potrà accusare di essere una semplice opera sentimentale ma, per come la vedo io, è stata molto di più. Perciò se le manca il tocco della sincerità, o perfino della tragedia, la colpa non è del tema principale ma della mia capacità nel trattarlo.
Comparve sul Chicago Tribune e in seguito ottenne, credo, la quadrupla foglia di lauro d'oro, o un qualche encomio del genere da parte di quegli antologisti che in questi tempi brulicano tra di noi. Il gentiluomo a cui mi riferisco ricorre abitualmente al pieno melodramma coi vulcani o col fantasma di John Paul Jones nel ruolo della Nemesi, melodrammi accuratamente mascherati con paragrafi d'apertura in stile Jamesiano che alludono a intrichi oscuri e sottili che seguiranno. In questo modo:
“Il caso di Shaw McPhee, assai curioso, non ebbe udienza presso l'incredibile atteggiamento di Martin Sulo. Questo è parentetico e per almeno tre osservatori, i cui nomi per adesso dovrò nascondere, sembra improbabile eccetera eccetera...”, finché il povero disertore del romanzo è costretto a uscire all'aria aperta e il melodramma comincia.
Mr Stucchevole
Questo racconto ha la particolarità di essere l'unico pezzo per riviste a essere mai stato scritto in un hotel di New York. La faccenda venne portata a termine in una camera da letto a Knickerbocker e subito dopo quella memorabile locanda chiuse i battenti per sempre.
Quando fu passato un adeguato periodo di lutto, venne pubblicato su Smart Set.
Jemina
Scritto, come Tarquin di Cheapside, mentre ero a Princeton, questo schizzo venne pubblicata anni dopo su Vanity Fair. Per la sua tecnica, devo chiedere scusa a Mr Stephen Leacock.
Ci ho riso su moltissimo, specialmente quando lo scrissi per la prima volta, ma ora non riesco più a riderne. Però, visto che tutti mi dicono che è divertente, lo includo qui. Mi pare che valga la pena conservarlo per qualche anno... perlomeno finché il tedio delle mode che cambiano non avrà soppresso me, i miei libri e questo racconto.
Con le dovute scuse per questo Sommario impossibile, consegno queste storie dell'Età del Jazz tra le mani di quelli che leggono correndo e corrono leggendo.
Francis Scott Fitzgerald, 1922
Autore: Francis Scott Fitzgerald
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Sommario
Le mie ultime maschiette
La Gelatina
Questa è una storia del sud, la scena è ambientata nella piccola Lily di Tarleton, Georgia. Io nutro un profondo affetto per Tarleton, ma in un modo o in un altro tutte le volte che che vi ambiento una storia ricevo da tutto il sud lettere che mi censurano senza mezzi termini. “La Gelatina”, pubblicata nel Metropolitan, si attirò in pieno queste lettere d'ammonimento.
Venne scritta in strane circostanze dopo la pubblicazione del mio primo romanzo, e inoltre fu la prima storia per la quale ebbi un collaboratore. Perché, scoprendo di essere incapace di gestire l'episodio del gioco d'azzardo, lo girai a mia moglie che, essendo una ragazza del sud, era presumibilmente un'esperta della tecnica e della terminologia di quel grande e particolare passatempo.
Il posteriore del cammello
Suppongo che tra tutte le storie che io abbia mai scritto questa sia quella che mi è costata meno fatica e che forse mi ha dato più divertimento. Per quanto riguarda la fatica impiegata, la scrissi nell'arco di una giornata a New Orleans, col preciso scopo di comprare un orologio da polso in platino e diamanti che costava seicento dollari. La cominciai alle sette del mattino e la terminai alle due di quella stessa notte. Venne pubblicata nel Saturday Evening Post nel 1920, e più tardi inclusa nella O. Henry Memorial Collection di quello stesso anno. Tra tutte le storie contenute in questo volume è quella che mi piace meno.
Il mio divertimento deriva deriva dal fatto che il cammello che fa parte della storia è letteralmente vero; infatti ho ancora in sospeso un impegno col gentiluomo coinvolto nella vicenda: dovrò andare al prossimo party in costume al quale verremo invitati entrambi vestito come la parte posteriore di un cammello. Questa è una sorta di espiazione per essere stato il suo biografo.
Primo Maggio
Questa storia per certi versi sgradevole, pubblicata come romanzo breve nello Smart Set del luglio 1920, narra di una serie di eventi che ebbero luogo nella primavera dell'anno precedente. Ciascuno dei tre avvenimenti mi colpì moltissimo. In realtà non hanno relazioni tra loro, a parte l'isteria generale di quella primavera che inaugurò l'Età del Jazz, ma nella mia storia ho cercato, temo senza successo, di intesserle attorno a un'unica trama... una trama che vuol rendere l'effetto di quei mesi a New York come apparvero ad almeno un membro di quella che all'epoca era la generazione giovane.
Porcellana e Rosa
“E lei scrive anche per altri giornali?”, domandò la giovane signora.
“Oh, sì”, l'assicurai, “Ho pubblicato qualche storia e qualche commedia su Smart Set, per esempio...”
La giovane signora rabbrividì.
“Lo Smart Set!”, esclamò, “Come ha potuto? Pubblicano solo roba su ragazze in vasche da bagno azzurre e sciocchezze simili.”
E io ebbi la grandissima gioia di dirle che stava parlando di “Porcellana e Rosa”, che era apparsa lì parecchi mesi prima.
Fantasie
Il diamante grande come il Ritz
Le storie seguenti sono state scritte in quello che, se io fossi un personaggio importante, potrebbe essere definito il mio “secondo stile”. Il diamante grande come il Ritz, che comparve l'estate scorsa su Smart Set, è stato progettato interamente per il mio diletto. Ero in quel ben noto stato d'animo caratterizzato da un'assoluta brama di piaceri, e la storia cominciò come un tentativo di sfamare quella brama con cibi immaginari.
Un critico ben noto s'è compiaciuto di gradire questa stravaganza più di qualunque altra cosa io abbia mai scritto. Personalmente, io preferisco “Il pirata offshore”. Ma, alterando lievemente Lincoln: “Se ti piace questo genere di cose allora, forse, è questo il genere di cose che piace a te.”
Lo strano caso di Benjamin Button
Questa storia fu ispirata da un pensiero di Mark Twain a proposito del fatto che è un peccato che la parte migliore della vita capiti all'inizio e la parte peggiore alla fine. Ma tentando l'esperimento su un singolo uomo in un mondo assolutamente normale, non ho reso alla sua idea piena giustizia. Diverse settimane dopo averla finita scoprii una trama quasi identica tra gli Appunti di Samuel Butler.
La storia venne pubblicata sul Collier la scorsa estate e provocò questa lettera sbalorditiva da parte di un anonimo ammiratore di Cincinnati:
“Signor...,
ho letto la storia di Benjamin Button sul Collier e vorrei dirle che come autore di racconti lei sarebbe un pazzo completo. In vita mia ho visto molti pezzi di formaggio, ma lei è il pezzo di formaggio più grosso. Detesto sprecare un articolo di cancelleria per lei, ma lo farò.”
Tarquin di Cheapside
Scritta sei anni fa, questa storia è il prodotto dei miei giorni da studente a Princeton. Notevolmente ritoccata, venne pubblicata su Smart Set nel 1921. Al momento in cui la concepii io avevo una sola idea in mente: diventare un poeta; e il fatto che fossi interessato al suono di ogni espressione e che temessi a morte le ovvietà, nella prosa se non nella trama, lo dimostra pienamente. Probabilmente l'affetto particolare che nutro per questa storia dipende più dalla sua età che da qualche merito intrinseco.
Oh, Strega Rossa!
Quando scrissi questo racconto avevo appena completato la prima bozza del mio secondo romanzo, e una reazione naturale mi spinse a gozzovigliare con una storia in cui nessuno dei personaggi dev'essere preso sul serio. Temo che in un certo senso mi sia lasciato trascinare dalla sensazione che non ci fossero schemi ordinati ai quali dovermi adeguare. Dopo doverose considerazioni, però, ho deciso di lasciarla così com'era, anche se il lettore potrà trovarsi un po' spiazzato davanti all'elemento temporale. Forse farei meglio a dire che comunque gli anni abbiano potuto trattare Merlin Grainger, io pensavo sempre al presente. Venne pubblicata nel Metropolitan.
Capolavori non classificati
I fondi della felicità
Di questa storia posso dire che mi venne in mente in una forma irresistibile, mi supplicava di farsi scrivere. Forse la si potrà accusare di essere una semplice opera sentimentale ma, per come la vedo io, è stata molto di più. Perciò se le manca il tocco della sincerità, o perfino della tragedia, la colpa non è del tema principale ma della mia capacità nel trattarlo.
Comparve sul Chicago Tribune e in seguito ottenne, credo, la quadrupla foglia di lauro d'oro, o un qualche encomio del genere da parte di quegli antologisti che in questi tempi brulicano tra di noi. Il gentiluomo a cui mi riferisco ricorre abitualmente al pieno melodramma coi vulcani o col fantasma di John Paul Jones nel ruolo della Nemesi, melodrammi accuratamente mascherati con paragrafi d'apertura in stile Jamesiano che alludono a intrichi oscuri e sottili che seguiranno. In questo modo:
“Il caso di Shaw McPhee, assai curioso, non ebbe udienza presso l'incredibile atteggiamento di Martin Sulo. Questo è parentetico e per almeno tre osservatori, i cui nomi per adesso dovrò nascondere, sembra improbabile eccetera eccetera...”, finché il povero disertore del romanzo è costretto a uscire all'aria aperta e il melodramma comincia.
Mr Stucchevole
Questo racconto ha la particolarità di essere l'unico pezzo per riviste a essere mai stato scritto in un hotel di New York. La faccenda venne portata a termine in una camera da letto a Knickerbocker e subito dopo quella memorabile locanda chiuse i battenti per sempre.
Quando fu passato un adeguato periodo di lutto, venne pubblicato su Smart Set.
Jemina
Scritto, come Tarquin di Cheapside, mentre ero a Princeton, questo schizzo venne pubblicata anni dopo su Vanity Fair. Per la sua tecnica, devo chiedere scusa a Mr Stephen Leacock.
Ci ho riso su moltissimo, specialmente quando lo scrissi per la prima volta, ma ora non riesco più a riderne. Però, visto che tutti mi dicono che è divertente, lo includo qui. Mi pare che valga la pena conservarlo per qualche anno... perlomeno finché il tedio delle mode che cambiano non avrà soppresso me, i miei libri e questo racconto.
Con le dovute scuse per questo Sommario impossibile, consegno queste storie dell'Età del Jazz tra le mani di quelli che leggono correndo e corrono leggendo.
Francis Scott Fitzgerald, 1922
venerdì 6 aprile 2012
L'amore è un alieno
L'amore è un alieno... in tutti i sensi. Se gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere (o viceversa), l'amore da dove verrà? Da dove verrà quella forza misteriosa che sembra fatta apposta per incasinar... complicare la vita a tutti?Amy non lo sa. Non lo sa ancora perché, poverina, lei è ingenua. È una studentessa aliena giunta sulla terra per completare la sua specializzazione (su usi e costumi umani, appunto) ed è assolutamente ignara dell'esistenza di certe passioni, che nel suo mondo cerebrale ed etereo non esistono. M lo scoprirà, lo scoprirà a sue spese. Basterà l'incontro con un musicista jazz dagli occhi di fuoco (o di ghiaccio, a seconda dei punti di vista) a stravolgere completamente tutta la sue esistenza.
Ma come può una creatura totalmente impreparata all'amore affrontare questo grande sentimento? Con molta applicazione, qualche buon amico e una certa dose di fortuna.
L'amore è un alieno
di Isabella Bella
In esclusiva su Kindle
dietro le quinte sul Blog di Isabella
mercoledì 28 marzo 2012
Due novità

La prima: Atti allo Specchio, di Enrico Redaelli.
Due testi teatrali, due contrasti, quattro personaggi, un unico tema: il distacco, secondo punti di vista diversi.
Da un lato la verosimiglianza, dall’altro il coté surreale.
Comunque, un percorso di consapevolezza di sé e degli altri.
In ogni caso, un invito al lettore a completare con la propria sensibilità ed immaginazione il senso delle storie.
Li trovate su KINDLE:

La seconda: Gli e-calendari di Jazz&Gigi
I due buffi gatti propongono strisce inedite, una al giorno, in una serie di e-calendari che... poco hanno a che spartire con l'effettivo scorrere del tempo, come sa ogni gatto.
Per info, visitate il blog di Jazz&Gigi:
http://jazzegigi.blogspot.it/
sabato 24 settembre 2011
La morte di Sherlock Holmes
Sir Arthur Conan Doyle è universalmente noto per il suo personaggio più famoso: Sherlock Holmes, il celebre detective che grazie alla sua mente estremamente logica e alle sue enormi capacità deduttive è in grado di risolvere gli enigmi polizieschi più intricati. Conan Doyle però non somigliava per nulla al suo eroe tanto freddo e razionale. In realtà doveva essere molto più simile al mite e spesso ingenuo dottor Watson, l'unico amico nonché biografo ufficiale del detective Holmes. Come lui, Doyle (tutti lo chiamiamo Conan Doyle, ma Conan è parte del nome, non del cognome) era un medico, come lui era spesso ingenuo. Credeva alle fate, ai fantasmi e a tutte quelle cose che il razionale Holmes avrebbe considerato con disprezzo. Holmes però era il suo personaggio più famoso, il prediletto dai lettori. Tanto da finire col dare un certo fastidio al suo creatore. Nel 1891 Doyle decise che di Holmes proprio non ne poteva più e, scrivendo alla madre, espresse il desiderio di “uccidere” la sua creatura, che secondo lui gli sottraeva tempo per cose più importanti. “Fa' come ti pare”, gli rispose la madre, “ma temo che la gente non la prenderà bene.”La mamma di Doyle doveva essere molto diplomatica. Al suo posto la mia, di mamma, so già cos'avrebbe detto. Mi pare quasi di sentirla. “Ma sei imbecille???”, avrebbe detto, “Ma se è l'unica cosa che ti riesce bene!!! Provaci soltanto a farlo fuori e vedrai che la pagherai cara!”
Ma la mamma di Doyle non era la mia, e lui fece come voleva. Nel 1893 fece uscire “L'ultimo caso”, il racconto che vede la tragica morte di Sherlock Holmes tra i monti svizzeri assieme al suo antagonista più famoso, il diabolico e geniale professor Moriarty. Questo racconto venne poi ristampato come ultima avventura della raccolta (questa raccolta) Le Memorie di Sherlock Holmes, nel 1894.
Ebbene sì, questa nostra nuova pubblicazione si conclude con la morte del detective più famoso del mondo!
Ma la mamma di Doyle aveva visto giusto: i lettori non presero per niente bene la scomparsa del loro beniamino. Dieci anni dopo, nel 1903, con un'astuta operazione che di sicuro sarà servita da spunto per molti moderni autori di soap opera, Doyle farà resuscitare Sherlock Holmes.
Ma questa è un'altra storia...
Dati sull'ebook (già che ci siamo...).
TITOLO: Le Memorie di Sherlock Holmes
AUTORE: Sir Arthur Conan Doyle
EDITORE: Il Gatto e la Luna
PREZZO: 2 euro
Lo volete? Allora cliccate qui per sapere come fare!
Il libro raccoglie in tutto undici avventure di Sherlock Holmes, di cui l'ultima è, appunto, l'ultima, e spazia da intrighi internazionali ad avventure marine, dai primi casi risolti dal nostro prode detective a tesori misteriosi da trovare. Insomma, dei veri, piccoli classici della letteratura “gialla”.
Indice dei racconti:
Avventura n° 1 – Silver Blaze
Avventura n° 2 – La faccia gialla
Avventura n° 3 – Il procuratore di borsa
Avventura n° 4 – La “Gloria Scott”
Avventura n° 5 – Il Rito dei Musgrave
Avventura n° 6 – L'enigma di Reigate
Avventura n° 7 – Lo storpio
Avventura n° 8 – Il paziente Residente
Avventura n° 9 – L'interprete greco
Avventura n° 10 – Il trattato navale
Avventura n° 11 – L'ultimo caso
domenica 28 agosto 2011
Cenerentola moderna e altre storie
Titolo: Cenerentola moderna e altre storie
Di: Louisa May Alcott
Editore: Il Gatto e la Luna
Formato: ebook
Prezzo: 3,00 €
1. Cenerentola moderna: Una fanciulla che si sente un po' Cenerentola, dolce, premurosa e dotata di due sorelle decisamente distratte, aspetta non il principe azzurro ma qualcosa di meglio: il suo grande amore.
2. Il debutto di Debby: Debby, ragazza debuttante con la testa sulle spalle, incontra l'uomo della sua vita durante magiche vacanze al mare e, a dispetto della società alla moda, impara a seguire il suo cuore e non le convenzioni sociali.
3. I fratelli: Sullo sfondo della guerra di secessione americana, due uomini amano la stessa donna, ma tra conflitti razziali e ingiustizie sociali solo uno è destinato a diventare un vero eroe.
4. L'ospedale di Nelly: La piccola e altruista Nelly vuole diventare infermiera, ma prima di mettere in pratica il suo sogno si allenerà con pazienti più piccoli e meno complessi.
Quattro racconti romantici, teneri, appassionati, che fanno sognare ma anche riflettere, indignarsi, pensare... una scrittrice sensibile e attenta che è diventata un classico per la letteratura mondiale.
Li trovate (per ora) sul nostro sito, su Mediaworld , Simplicissimus, su DeAgostini e su Biblet.
Buona Lettura!
sabato 6 agosto 2011
Papà Gambalunga
Il Papà Gambalunga è un ragno dal corpo piccino e le zampe smisuratamente lunghe. È la prima cosa che viene in mente a Jerusha Abbott quando vede l'ombra di quel buffo Amministratore dell'orfanotrofio dove vive. Sì, perché Jerusha è sola al mondo, vive da sempre in un orfanotrofio e ora che sta per compiere diciott'anni la vita sembra non riservarle nulla di buono. Ma quell'Amministratore dalle lunghe gambe la cui ombra l'ha fatta tanto ridere si rivelerà essere un improvviso e misterioso benefattore che le permetterà di cambiare vita. L'uomo la farà studiare affinché possa diventare una scrittrice ponendo, però, singolari condizioni: lei dovrà scrivergli tutti i mesi raccontandogli dei suoi progressi mentre lui rimarrà sempre anonimo e sconosciuto. Jerusha scopre così un nuovo mondo in cui svilupperà amicizia, intelletto, convinzioni sociali, orgoglio e troverà anche l'amore. Con un finale sorprendente che la lascerà a bocca aperta.Note sull'autrice
Alice Jane Chandler Webster, giornalista e scrittrice americana nota con lo pseudonimo di Jean, nacque il 24 luglio 1876 a Fredonia, New York, dove visse con la bisnonna, la nonne e la madre, tutte in una stessa casa in un'atmosfera estremamente matriarcale. La bisnonna era attivista nelle società di temperanza (associazioni nate per combattere l'abuso del consumo di alcol, ma che in seguito si dedicarono anche alla promulgazione di più rigide condotte morali), la nonna si batteva per l'uguaglianza razziale e per il voto alle donne, la madre era nipote di Mark Twain e il padre, Charles Luther Webster, fu agente ed editore dello stesso Twain. Sfortunatamente la casa editrice del padre durò solo per quattro anni, dal 1884 al 1888. La delusione per il fallimento spinse il signor Webster al suicidio nel 1891.
Alice mutò il suo nome in Jean al college, poiché aveva una compagna di stanza che si chiamava Alice pure lei, e da allora questo rimase il suo nome. Diplomata in arte cinese, laurea
ta in lettere, si batté a lungo per il diritto all'istruzione e al voto delle donne e per la loro affermazione sociale, per i movimenti riformisti, e fu attiva in diverse associazioni umanitarie, soprattutto a tutela degli orfani, tutti temi che emergono nei suoi libri. Viaggiò molto sia in America che in Europa e Asia. Ebbe una lunga relazione segreta con l'avvocato Glenn Ford McKinney, fratello della sua cara amica Ethelyn, che poté sposare solo nel 1915, quando lui riuscì a ottenere il divorzio dalla moglie precedente.Papà Gambalunga è sicuramente il libro più famoso di Jean Webster ed è incentrato sulla crescita morale, sociale e intellettuale di una giovane orfana, Jerusha Abbott, che trova un inaspettato benefattore. Pubblicato nel 1912, il libro riscosse subito un grande successo (non solo per le tematiche sociali trattate ma anche per lo stile brioso e ironico che caratterizza Jean Webster) tanto che nel 1913 la stessa Webster ne trasse una commedia prontamente accolta con entusiasmo da pubblico e critica. A questo libro fa seguito, nel 1915, Caro Nemico, sempre scritto in forma epistolare, dove però la protagonista non è più Jerusha ma la sua amica Sallie e dove i temi femministi si fanno più marcati, pur rimanendo sostanzialmente un romanzo umoristico.
Jean Webster morì l'11 giugno 1916, a quarant'anni non ancora compiuti, a causa di complicazioni insorte dopo il parto. La sua bambina venne chiamata, in suo onore, Jean.
Papà Gambalunga ha avuto diverse trasposizioni cinematografiche. Una del 1919, con Mary Pickford nel ruolo di Jerusha, una del 1931 (con Janet Gaynor e Warner Baxter), una del 1935 con Shirley Temple e una, la più famosa, del 1955, con Fred Astaire nel ruolo di Papà Gambalunga e Leslie Caron in quello di Judy, anche se queste due ultime versioni divergono in molti punti dal romanzo.
Nel 1990 ne è stata tratta anche una serie animata giapponese.
In Giappone esiste un Fondo Papà Gambalunga che sostiene quei bambini che hanno perso il padre in un incidente d'auto.
Per info andate su WWW.ILGATTOELALUNA.IT
lunedì 7 marzo 2011
Anna dai Capelli Rossi

Ci sono ben due novità!
ANNA DAI CAPELLI ROSSI - Vol. 1
di Lucy Maud Montgomery
copertina di Paolo Campinoti
Per la prima volta in ebook la raccolta dei primi tre libri della saga di Anna dai Capelli Rossi: Anna dei Tetti Verdi, Anna di Avonlea e Anna dell'Isola. Dall'adozione da parte di Matthew e Marilla ai suoi grandi sogni e ambizioni, dai primi lavori al grande amore. A 4 euro invece di 6!
Codice ISBN: 978-88-96104-19-4
Formato PDF, peso: 3,4 mb
Prezzo: 4,00 euro
ANNA DAI CAPELLI ROSSI - Anna dell'Isola
di Lucy Maud Montgomery
In questo terzo capitolo della sua saga, Anna Shirley sta per affrontare una nuova svolta nella sua vita. Ha diciott'anni e andrà all'università, in una nuova città, in una casa nuova, con esperienze e amici tutti nuovi. E tra spasimanti più o meno abili scoprirà anche l'amore.
Codice ISBN: 978-88-96104-18-7
Formato PDF, peso: 1,3 mb
Prezzo: 2,00 euro
Per saperne di più CLICCATE QUI!
lunedì 22 novembre 2010
Un amore immortale

LEI
di Henry Rider Haggard
Copertina di Giustina Porcelli
Una famiglia antichissima si tramanda d venti secoli un misterioso coccio sul quale l'antica principessa egizia Amenartas racconta ai suoi discendenti la sua storia d'amore col bellissimo Callicrate, interrotta tragicamente dall'incontro con una misteriosa regina dotata di straordinari poteri. Più di duemila anni dopo Leo Vincey, ultimo e affascinante discendente di quella famiglia, riceve il coccio e decide di partire per l'Africa a far chiarezza su quel mistero. Scoprirà un regno perduto, una regina bellissima e immortale e una storia d'amore che sfida il tempo e il destino. Ma Leo è davvero la reincarnazione dell'antico Callicrate? E l'inquietante e seducente regina Ayesha, che attende da duemila anni il suo ritorno nelle abbandonate catacombe di Kôr, è realmente la donna della sua vita? Una donna forte e potente, il mistero della vita, della morte e del tempo, e un amore più forte di tutto questo, in un libro che è un vero classico dell'avventura.
Lei è uno dei romanzi d'avventura più famosi di tutti i tempi: dalla sua prima pubblicazione, nel 1886, ha venduto oltre 83 milioni di copie in 44 lingue. Il suo autore, Henry Rider Haggard, è fra i più famosi scrittori del genere, ed è anche l'ideatore di Allan Quatermain, avventuriero ed esploratore precursore di personaggi come Indiana Jones.
Il romanzo è raccontato in prima persona da uno dei suoi protagonisti, Horace Holly, professore universitario e tutore legale di Leo, tanto brutto quanto Leo è bello, ma abbastanza intelligente e sensibile per comprendere ciò che a Leo, bello e innamorato, può sfuggire. Però indubbiamente il personaggio più forte è quello che dà nome al libro: Lei, Ayesha, Lei-cui-bisogna-ubbidire. Misteriosa regina di un regno abbandonato e di un popolo lugubre e inquietante, Ayesha conosce i segreti della natura e sembra aver sconfitto la morte. Bella e potente, affascinante e saggia, irresistibile e seducente, tremenda ma anche incredibilmente tenera nei suoi slanci d'amore, è l'incarnazione idealizzata della donna forte che ammalia ma anche spaventa (non per nulla viene anche citata nell'Interpretazione dei Sogni di Sigmund Freud). Il suo amore per il bel Callicrate è la molla che la spinge ad affrontare le potenze della natura e del tempo per superarle. E che coinvolge i personaggi del libro in un'avventura incredibile. Lei è il primo di una serie di quattro libri che vedono Ayesha protagonista. Gli altri tre sono Ayesha, Lei e Allan e Figlia della Saggezza.
Haggard l'ha immaginata come "una donna immortale ispirata da un amore immortale". Ha una forza simbolica straordinariamente incisiva, perché rappresenta i desideri ma anche le paure degli uomini (specialmente d'epoca vittoriana... ma non solo!) nei confronti delle donne. Ayesha è angelo e demone, è ostentatamente sexy, una vamp, una femme fatale capace di sedurre e far innamorare, ma il suo potere, la sua forza, ben lontane dall'ideale della donna debole e bisognosa di protezione di tanti romanzi e racconti, la rendono in un certo senso inquietante e anche molto moderna. È una donna splendida, autonoma e colta. Nessun uomo può resistere alla sua bellezza, ma soprattutto al suo intelletto e alla forza della sua volontà. Un sogno, ma anche un incubo per molti.
Secondo molti studi Ayesha incarna le paure e i desideri dell'uomo di fine Ottocento nei confronti delle donne istruite e forti dei primi movimenti femministi. Paure e desideri antichissimi e tuttora attuali, in realtà.
Però, per quanto strano possa sembrare, per idearla Haggard si è ispirato a... una bambola. Una bambola di pezza che da piccolo terrorizzava lui e i suoi fratellini e che la sua tata usava per minacciarlo e costringerlo a ubbidire.
Lei ha influenzato molto anche autori quali Rudyard Kipling, Henry Miller, Graham Greene e J.R.R. Tolkien, e ha avuto un forte impatto sulla narrativa fantasy in generale. Nel 1965 ne è stato tratto un film che vedeva la bellissima Ursula Andress nei panni della misteriosa Ayesha.
Per sapere come acquistarlo, andate su WWW.ILGATTOELALUNA.IT
domenica 22 agosto 2010
Quattro storie sui vampiri

TITOLO: Quattro storie sui Vampiri
DI Autori Vari
EDIZIONE: Il Gatto e la Luna, collana Gatto Giallo
FORMATO EBOOK
PREZZO: 2 Euro
INFO: http://www.ilgattoelaluna.it/gattogiallo.html
Quattro storie, quattro piccoli classici della letteratura sui vampiri.
1) Il Vampiro, di John William Polidori. La prima opera di fiction a rappresentare il vampiro come personaggio carismatico, dotato di un fascino irresistibile. Non per niente la figura del vampiro protagonista è stata modellata su quella di Lord Byron, personaggio indubbiamente affascinante. Aubrey, giovane di belle speranze, ricco e nobile ma anche ingenuo e idealista, subisce il fascino di Lord Ruthven, aristocratico annoiato e affascinante, col quale intraprende un lungo viaggio in Europa. Ma in questa esperienza avrà modo di rendersi conto che il suo amico non è il nobile eroe che credeva, bensì qualcosa di molto più ambiguo e pericoloso. Il racconto venne ideato in una memorabile occasione, nella villa di Lord Byron sul lago di Ginevra. Era il 1816, quello che venne definito “l'anno senza estate” a causa delle condizioni climatiche in Europa e in Nord America. Oltre a Polidori, scrittore e medico anglo-italiano nonché amico di Byron, il poeta ospitava anche Percy Bysshe Shelley, la sua compagna diciannovenne Mary Godwin (o Wollestonecraft Shelley, com'è più nota) e Claire Clairmont, sorellastra di quest'ultima. Era giugno, ma una pioggia incessante costrinse in casa per tre giorni questo singolare gruppo, che pensò bene di ingannare il tempo leggendo storie gotiche e bevendo laudano. Dalla lettura si passò alla scrittura, Byron ideò le linee principali di quello che divenne poi il racconto di Polidori, mentre Mary Godwin stese le basi di uno dei romanzi gotici più famosi, che sarebbe stato pubblicato due anni dopo: Frankenstein.
2) Carmilla, di Joseph Sheridan Le Fanu. Laura è una ragazza di origine inglese che vive col padre e la governante in un castello isolato in Austria. La sua esistenza solitaria è scossa dall'arrivo improvviso di Carmilla, una sua coetanea bellissima, affascinante e molto misteriosa che, in seguito a un incidente, dovrà essere ospitata al castello per alcuni mesi. Carmilla è irresistibile e seducente, e Laura non riesce a sottrarsi alle sue effusioni se non con difficoltà. Ma chi è davvero quella strana ragazza che la attrae e allo stesso tempo la spaventa? E chi è il misterioso spettro che si aggira nei dintorni del castello seminando la morte tra le giovani contadine? Anche se in questo classico, che precede di venticinque anni il celebre Dracula, Le Fanu non si pronuncia sulla sessualità di Carmilla, lasciandola avvolta in un velo di mistero, indubbiamente la sua figura ambigua, con la sua preferenza per giovani e avvenenti fanciulle da predare, deve aver turbato parecchi dei suoi contemporanei.
3) Il Vampiro e il Soldato, fiaba popolare russa, raccolta da W. R. S. Ralston. Un mago malvagio divenuto vampiro e un soldato spavaldo e intrepido che riuscirà a carpirne gli oscuri segreti, in un racconto popolare, poco noto ma decisamente tradizionale.
4) Perché il sangue è vita, di Francis Marion Crawford. Siamo in Calabria, tra Scalea e Maratea. Cristina, fanciulla bellissima e selvaggia, ama Angelo, il ragazzo più amato e ammirato del paese. Ma lei non è una ragazza come le altre, le sue labbra rosse come il sangue nascondono un segreto mortale e la sua passione divorante affascina e avvince Angelo che non sa, e non vuole, trovare la forza per resisterle.
Così come noi quando leggiamo queste storie.
martedì 3 agosto 2010
La leggenda di Sleepy Hollow

TITOLO: La leggenda di Sleepy Hollow
DI: Washington Irving
EDITORE: Il Gatto e la Luna
COLLANA: Gatto Giallo
CODICE ISBN: 978-88-96104-13-2
FORMATO EBOOK
PREZZO: 1,00 euro
Reperibile su: www.ilgattoelaluna.it
Oppure su Kindle
Siamo sul finire del Settecento, in Nord America, in un villaggio di coloni olandesi situato nella pacifica Valle Addormentata. Una valle in cui storie e leggende abbondano, prima fra tutti quella del Cavaliere Senza Testa, il fantasma di un soldato mercenario che durante una battaglia della guerra d'indipendenza perse la testa a causa di una cannonata e che, stando alla leggenda, da allora scorre i boschi in sella al suo destriero per cercarla. Ichabod Crane è un bizzarro insegnante, proviene dal Connecticut ed è arrivato nella Valle Addormentata per curare l'educazione dei figli dei coloni. È superstizioso, vorace, e ambisce ansiosamente a migliorare la propria posizione. S'innamora di una bella ereditiera diciottenne, Katrina Van Tassel e prende a corteggiarla nonostante lei sia già nelle simpatie di Brom, un giovanottone bullo, rissoso, con un suo fascino rozzo, e con la passione per gli scherzi feroci. Ichabod si renderà conto fin troppo presto che non è il caso mettersi contro un simile rivale.
Pubblicato per la prima volta nel 1820, La leggenda di Sleepy Hollow è uno dei più famosi racconti di Washington Irving. La leggenda del cavaliere senza testa non è che un pretesto per raccontare con ironia pungente pregi e difetti umani. La storia è approdata innumerevoli volte al cinema, ma forse le più famose riduzioni cinematografiche sono quella a cartoni animati, di Walt Disney, del 1949, e quella di Tim Burton, del 1999, con Johnny Depp nel ruolo di Ichabod Crane e Cristopher Walken in quello del Cavaliere Senza Testa.
martedì 8 giugno 2010
Anna di Avonlea
E' appena uscito Anna di Avonlea, il secondo e-book della serie Anna dai Capelli Rossi. Il prezzo è di 2 euro, come il primo, ma per festeggiare quest'uscita fino a sabato 12 vi facciamo un'offerta speciale: acquistando uno qualunque dei due titoli, Anna dei Tetti Verdi oppure Anna di Avonlea, l'altro è in omaggio. Per saperne di più andate sul nostro sito: http://www.ilgattoelaluna.itgiovedì 29 aprile 2010
Il Gatto e la Luna si dà al teatro

TITOLO: TEATRO [early works]
AUTORE: Eugenio Biancardi
EDITORE: Il Gatto e la Luna
Un chiosco nel deserto gestito da una coppia di nevrotici e un avventore che forse appartiene al loro passato.
Rapporti di lavoro parossistici in un’azienda grottesca sottoposta a una feroce ristrutturazione.
Un amico capace di affascinare quelli che gli stanno attorno in un intimo flusso di pensieri notturni.
Un ragazzo nervoso e rampante che spettegola sulla vita sessuale di un collega, rivelando al tempo stesso molti piu’ tratti del proprio carattere.
Due atti unici e due brevi monologhi, quattro lavori diversi per temi e registri adottati, raccolti per la prima volta in un’antologia.
Codice ISBN: 978-88-96104-10-1
Formato PDF, peso: 500 kb
Prezzo: 3,00 euro
disponibile su www.ilgattoelaluna.it
giovedì 8 aprile 2010
Alice nel Paese delle Meraviglie

Giu', nella tana del Coniglio Bianco, e via, in un mondo di meraviglie dove incontreremo straordinari personaggi... il Gatto del Cheshire, il Cappellaio Matto, il Bruco, la Regina di Cuori e tante altre creature indimenticabili.
E meravigliose!
E' uscito finalmente L'ebook di Alice nel Paese delle Meraviglie, di Lewis Carroll!
Codice ISBN: 978-88-96104-06-4
Formato PDF, peso: 3 mb
Prezzo: 1,00 euro
E fino al 15 aprile, acquistando uno qualunque dei nostri titoli, Alice è in omaggio. Cliccate qui e scoprite tutto!
lunedì 7 settembre 2009
Cuore di Gatto

Il gatto e la luna editrice è lieto di presentarvi la sua ultima pubblicazione:
Cuore di Gatto, di Ilaria Tomasini
Sette racconti dedicati ai gatti. Sette passi felpati nel magico, tenero e misterioso mondo dei felini. Sette storie che sembrano quasi fiabe, per sognare a tutte le età. Sette piccole perle per tutti gli amanti dei mici... e non solo.
Codice ISBN: 978-88-96104-07-1
Collana Gatto Blu
Formato PDF, peso 2,5 mb
Prezzo: 4 €
Il libro è disponibile soltanto in formato digitale ed è reperibile sul nostro sito.
giovedì 26 marzo 2009
Un, due, tre... si parte

Ebbene sì, è da tanto che stiamo lavorando, pensando, progettando e finalmente siamo pronti per cominciare. Il nostro primo libro digitale è ultimato e pronto per la vendita.
Si tratta del primo episodio della serie Anna dai Capelli Rossi, ovvero Anna dei Tetti Verdi, dell'autrice canadese Lucy Maud Montgomery.
In Italia Anna dai capelli rossi è conosciuta principalmente per il cartone animato, che dalla fine degli anni Settanta in poi ha affascinato migliaia di ragazzine. Ebbene, non tutti sanno che la serie animata è tratta proprio da questo primo libro, che nel 2008 ha compiuto la bellezza di 100 anni. Non male, eh?
Il Gatto e la Luna editrice lo vende in formato digitale (ovvero in pdf), tradotto in italiano e a soli 2 €.
Potete trovare tutte le informazioni per acquistarlo al nostro sito: www.ilgattoelaluna.it, nella sezione e-books
Intanto eccovi, in anteprima, i primi due capitoli, da scaricare cliccando qui!
Buona lettura!
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